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Il credente e il peccato

Il credente salvato, purificato tramite il sangue di Gesù, commette ancora il peccato?

La risposta comune è «Nessuno riesce a vivere senza peccare…» infatti la credenza sempre più accettata afferma che il credente è salvato ma non potrà fare a meno di peccare ogni tanto. Si tollera dunque un peccato piccolo, occasionale, affermando che Dio lo perdonerà ma la Scrittura insegna diversamente: il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato SE camminiamo nella luce, non se camminiamo nelle tenebre.

1 Giovanni 1:6-7 Se diciamo che abbiamo comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. 7 Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

 

La volontà di Dio è chiare e perciò il nostro obiettivo deve essere quello di non commettere più nessun peccato e di vivere una vita di santità. Dio non vuole lasciarci nel peccato e quindi, quando sbagliamo, dobbiamo confessare ogni nostro errore coscienti della misericordia di Dio ma l’obiettivo principale è quello di non peccare.

1 Giovanni 2:1 Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto.

 

Giovanni afferma chiaramente che colui che persiste nel commettere lo stesso peccato proviene dal diavolo e purtroppo oggi tanti persistono nelli stessi peccati perché pensano che non è possibile liberarsene... Gesù è stato manifestato per distruggere le opere del diavolo e questa è la vittoria che dobbiamo cercare.

1 Giovanni 3:8 Colui che persiste nel commettere il peccato proviene dal diavolo, perché il diavolo pecca fin da principio. Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.

 

Altrove è pure scritto che colui che persiste nel peccare volontariamente si mette sotto la condanna di Dio e nessun sacrificio può più cancellare i suoi peccati.

Ebrei 10:26-27 Infatti, se persistiamo nel peccare volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati; 27 ma una terribile attesa del giudizio e l'ardore di un fuoco che divorerà i ribelli.

Ciò significa che il credente che commette il peccato è perduto? No, non bisogna utilizzare queste parole per affermare che colui che continua a peccare perde la salvezza (vedremo dopo il perché), ma bisogna comprendere che è possibile vivere senza peccare così come è possibile persistere nel peccato. Una volta compresa questa verità, e dopo aver visto Dio agire, non è più possibile persistere volontariamente nel peccato.

 

Dunque il nostro dovere è quello di fare tutto il possibile in modo da vivere una vita di santità: dobbiamo essere perfetti perché nostro Padre celeste è perfetto e non dobbiamo seguire il diavolo, ricordandochi che il peccato proviene dal diavolo. Dobbiamo essere perfetti!

Matteo 5:48 Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.

 

Ovviamente siamo tutti coscienti che nessuno riesce ad essere perfetto e a non peccare ogni tanto eppure questa credenza è sbagliata: se Gesù ci ha chiesto di essere perfetti significa che questo obiettivo è realizzabile. Dobbiamo comprendere che come esseri umani siamo tutti tentati da diverse concupiscenze o desideri contrari alla volontà di Dio eppure è scritto che Dio non tenterà nessuno al disopra delle sue forze.

1 Corinzi 10:13 Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via di uscirne, affinché la possiate sopportare.

 

Ciò significa che ognuno di noi può resistere ad ogni tentazione così come Gesù ha resistito a tutte le tentazioni ed ha vissuto senza mai peccare.

Ebrei 4:15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato.

 

Dunque come è possibile vivere circondati dal peccato senza peccare? Si, certamente, ma ci sono diverse cose da comprendere e da fare:

 

  1. Cambiare il ragionamento

 

Paolo dice che dobbiamo essere rinnovati nella mente.

Romani 12:2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.

 

In che senso cambiare il nostro modo di ragionare? Dobbiamo conoscere la volontà di Dio sperimentandone la messa in pratica.

Per esempio se crediamo che il credente non riesce a fare a meno di peccare, quando ci troveremo in tentazione, ragioneremo dicendo: "Tanto nessuno ci riesce, Signore perdonami" e poi cadremo nel peccato.

Ma quando si capisce che il credente è libero dal peccato e che non deve più peccare, allora nel momento della tentazione il pensiero sarà: "Devo resistere, nessuna tentazione è al disopra delle mie forze" e in questo modo si vince il nemico...

Ciò non avverrà tramite un potere sorannaturale che Dio ci dà ma tramite la comprensione e la messa in pratica della sua volontà. Dunque siamo capaci di ragionare diversamente e di agire diversamente, non per forza instantaneamente ma di sicuro progressivamente.

 

Colui che un tempo viveva nell’ignoranza deve ora, tramite lo Spirito Santo che ha ricevuto, cambiare attitudine e non più comportarsi seguendo le passioni del passato ma vivere nella santità in ogni cosa.

1 Pietro 1:14-17 Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell'ignoranza; 15 ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, 16 poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo». 17 E se invocate come Padre colui che giudica senza favoritismi, secondo l'opera di ciascuno, comportatevi con timore durante il tempo del vostro soggiorno terreno.

 

Accettiamo nella nostra mente che il peccato non deve avere più potere su di noi perché siamo sotto la grazia di Dio e non più sotto una legge che aveva come compito di mostrarci la nostra impossibilità di vivere senza peccare: oggi siamo riscattati tramite il sangue di Gesù.

Romani 6:12-14 Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale per ubbidire alle sue concupiscenze; 13 e non prestate le vostre membra al peccato, come strumenti d'iniquità; ma presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi, e le vostre membra come strumenti di giustizia a Dio; 14 infatti il peccato non avrà più potere su di voi; perché non siete sotto la legge ma sotto la grazia.

 

Colui che ama le sensazioni che procura la sua attitudine peccaminosa rimarrà sempre schiavo e Dio non lo libererà. Dio ci libera dai nostri nemici, dalle cose che ci disgustano e non dai peccati che ci fanno piacere.

Romani 12:9 ... Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene.

 

  1. Togliere ogni occasione di essere tentati

 

Gesù ha detto che è meglio cavarsi l'occhio se esso ci conduce al peccato. Questo passo si trova 3 volte nella Scrittura a testimoniare della sua importanza:

Matteo 5:29 Se dunque il tuo occhio destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo.

Matteo 18:9 Se il tuo occhio ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; meglio è per te entrare nella vita con un occhio solo, che aver due occhi ed essere gettato nella geenna del fuoco.

Marco 9:47 Se l'occhio tuo ti fa cadere in peccato, cavalo; meglio è per te entrare con un occhio solo nel regno di Dio, che avere due occhi ed essere gettato nella geenna

 

Ora perché Gesù dice di togliere un solo occhio e non i due?

Semplicemente perché ci spiega un concetto e non parla di diventare ciechi per resistere ad ogni tentazione.

 

Concretamente l’insegnamento di Gesù significha che, prima di togliersi l’occhio, bisogna togliere ogni occasione di peccato: per esempio il televisore se esso è uno strumento di tentazione, le riviste mondane ed ogni altra cosa non necessaria ma dove rischiamo di essere tentati.

Le parole di Gesù significano pure che bisogna conservare un’occhio per guardare davanti e chiudere quell’occhio che guarda di nascosto cose che poi conducono in pensieri impuri.

 

Togli ogni occasione di essere tentato, confessa i tuoi limiti, chiedi a un amico credente di aiutarti nel controllare quello che fai, in ciò che guardi come film, in ciò che guardi su internet, nelle riviste, o altrove e fai tutto il possibile per camminare nella santità

 

  1. Cercare la libertà da ogni spirito di peccato

 

Per vincere il peccato bisogna pure cercare la libertà da ogni spirito di peccato. Molti credenti credono che, essendo salvati ed avendo ricevuto lo Spirito Santo, non possono più essere sottomessi all’influenza di demoni e quindi che non hanno bisogno di una preghiera di libertà ora ciò è falso: se il credente fosse completamente libero, non commetterebbe più nessun peccato dal momento in cui riceve lo Spirito Santo...

 

E’ vero che il peccato può essere causato dalla carne che é corrotta ma può anche essere causato de influenze spirituali esterne al corpo o da presenze demoniache che sono rimaste nell'anima del credente perché generalmente non si scacciano i demoni al momento della conversione e dunque essi restano. In conseguenza colui che non lo sà, che non ci crede o che non fà nulla per liberarsene, rimane ancora schiavo del peccato a causa di uno spirito demoniaco che lo influenza.

 

Come un credente può essere influenzato da un demone se ha in sé lo Spirito Santo? Ricordiamoci che il credente deve manifestare tutti i frutti dello Spirito se è guidato dallo Spirito Santo.

Galati 5:22 Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo

In genere si afferma che lo Spirito Santo, quando viene, prende tutto il posto nel credente e non tollera altri spiriti ma allora, se il credente manifesta altri frutti, se manifesta le opere della carne, allora ciò significa che non ha dato tutto il posto allo Spirito Santo...

Galati 5:19-21 Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, 20 idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, 21 invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, ome vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio.

Il credente che manifesta tali opere della carne testimonia che lo Spirito Santo non prende tutto il posto in lui e quindi molto probabilmente lascia pure spazio all’opera del diavolo...

 

Prendiamo un esempio per chiarire la differenza tra opere della carne e demoni:

  • La collera (o ira) non è un frutto dello Spirito ma è un frutto della carne. La collera non è dunque un demone e generalmente alla conversione quest’attitudine scompare. Più tardi si manifesta di nuovo: è semplicemente la carne che si manifesta ma colui che persevera nella collera apre una porta permettendo a un demone di prendere posto nel credente là dove lo Spirito Santo era stato messo da parte nei momenti di collera. Lo stesso vale per tutti gli altri frutti della carne.

 

Altri esempi di come un demone può influenzare un credente:

  • Tanti credenti hanno difficoltà nell’essere generosi eppure Gesù ha detto lasciare tutto per seguirlo. Altrove ha pure detto che il denaro, mammona, è un padrone allo stesso livello di Dio (Matteo 6:24). Dunque puoi essere credente ma ancora schiavo del demone del denaro ed esso ti influenza, in un modo o nell’altro, rendendoti schiavo di Mammona piuttosto che di Dio.
  • L'adulterio può avvenire semplicemente con un pensiero o uno sguardo. Ogni adulterio causa un legame tra le due persone e quindi delle influenze demoniache. Il credente che ha pensieri impuri, soprattutto se ripetuti, apre la porta a demoni e deve chiedere perdono a Dio più la libertà. Oggi è tanto facile poter consultare immagini o film pornografici che spesso si perde la libertà che si aveva avuta alla conversione e si permette a cose impure di contaminarci.

 

Per chiarire maggiormente come un credente possa essere influenzato da demoni vi do una piccola testimonianza: fin da piccolo sono stato schiavo della masturbazione. Quando mi sono convertito e mi sono battezzato non ho visto nessun cambiamento. Ho pregato, supplicato e chiesto a Dio di liberarmene ma egli non lo ha fatto. La dipendenza è peggiorata negli anni e lo facevo molto spesso di notte, nel sonno e quindi non potevo controllarmi. Dunque lo facevo pure di giorno dicendomi che comunque lo avrei fatto di notte inconsciamente. Non avevo il coraggio di confessarlo a qualcuno per esserne liberato. Poi un giorno, una ventina di anni dopo la mia prima conversione, ho fatto un passo avanti e ho davvero capito chi era Dio ed ho davvero capito la sua presenza in me. Sono stato malissimo, ho pianto perché non me ne sentivo degno e da allora ho ricevuto la libertà, senza nemmeno chiederla perché non pensavo più che fosse possibile.

 

Allora credo che certe situazioni di peccato non possono essere vinte semplicemente cambiando ragionamento, semplicemente togliendo ogni occasione di essere tentato, semplicemente con la preghiera ma ci vuole una liberazione che il Signore ci può dare gratuitamente in seguito a un'attitudine profonda del cuore oppure chiedendo aiuto ad un altro fratello nella fede. La liberazione è necessaria perché il credente può sempre subire influenze demoniache fintanto che non camminerà completamente nella santità.

 

  1. Il battesimo come libertà dal peccato

 

Il battesimo non è soltanto una testimonianza ma è anche un atto molto importante riguardo al peccato se è preceduto dal ravvedimento e da un cambiamento di attitudine.

Atti 2:38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.

 

Il battesimo cancella i peccati quando è fatto da una persona cosciente perché testimonia che siamo morti con Cristo per camminare in novità di vita. A partire dalla morte nel battesimo, il credente è libero dal peccato perché le opere della morte non hanno più potere su di lui.

Romani 6:1-11 Che diremo dunque? Rimarremo forse nel peccato affinché la grazia abbondi? 2 No di certo! Noi che siamo morti al peccato, come vivremmo ancora in esso?

3 O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? 4 Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. 5 Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua. 6 Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato; 7 infatti colui che è morto è libero dal peccato. 8 Ora, se siamo morti con Cristo, crediamo pure che vivremo con lui, 9 sapendo che Cristo, risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 10 Poiché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio. 11 Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù.

 

Il battesimo però non toglie la libertà al credente ed egli può ancora peccare fintanto che non serve il suo nuovo Signore, Gesù Cristo, e la giustizia.

Romani 6:12-23 Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale per ubbidire alle sue concupiscenze; 13 e non prestate le vostre membra al peccato, come strumenti d'iniquità; ma presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi, e le vostre membra come strumenti di giustizia a Dio;14 infatti il peccato non avrà più potere su di voi; perché non siete sotto la legge ma sotto la grazia. 15 Che faremo dunque? Peccheremo forse perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? No di certo! 16 Non sapete voi che se vi offrite a qualcuno come schiavi per ubbidirgli, siete schiavi di colui a cui ubbidite: o del peccato che conduce alla morte o dell'ubbidienza che conduce alla giustizia? 17 Ma sia ringraziato Dio perché eravate schiavi del peccato ma avete ubbidito di cuore a quella forma d'insegnamento che vi è stata trasmessa; 18 e, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia. 19 Parlo alla maniera degli uomini, a causa della debolezza della vostra carne; poiché, come già prestaste le vostre membra a servizio dell'impurità e dell'iniquità per commettere l'iniquità, così prestate ora le vostre membra a servizio della giustizia per la santificazione. 20 Perché quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi riguardo alla giustizia. 21 Quale frutto dunque avevate allora? Di queste cose ora vi vergognate, poiché la loro fine è la morte. 22 Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna; 23 perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.

 

Il credente è dunque liberato dal peccato ed è già seduto spiritualmente nei luoghi celesti, in una posizione spirituale lontana dal peccato.

Efesini 2:4-7 Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù, 7 per mostrare nei tempi futuri l'immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù.

 

La nostra vita è nascosta con Cristo in Dio in modo tale che potessimo essere liberi dalle influenze del diavolo ma, fintanto che siamo con il corpo sulla terra, dobbiamo fissarci sulle cose di lassù in modo da rinnovare l'uomo nuovo nella conoscenza, a immagine di Dio.

Colossesi 3:1-10 Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 2 Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra; 3 poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. 4 Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria. 5 Fate dunque morire ciò che in voi è terreno: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che è idolatria. 6 Per queste cose viene l'ira di Dio sugli uomini ribelli. 7 E così camminaste un tempo anche voi, quando vivevate in esse. 8 Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, malignità, calunnia; e non vi escano di bocca parole oscene.

9 Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell'uomo vecchio con le sue opere 10 e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l'ha creato.

 

Il perdono dei peccati avviene tramite il sangue di Gesù, tramite la fede nel suo sacrificio, tramite il ravvedimento e tramite il battesimo che dimostra la nostra morte in Cristo e la risurrezione con lui in novità di vita.

 

  1. Non colpabilizzare

 

Il diavolo è forte nel farci credere che il nostro atteggiamento merita una condanna definitiva da parte di Dio utilizzando anche dei passi della Scrittura. Per esempio è scritto che colui che persiste nel peccare volontariamente si mette sotto la condanna di Dio e nessun sacrificio può più cancellare i suoi peccati.

Ebrei 10:26-27 Infatti, se persistiamo nel peccare volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati; 27 ma una terribile attesa del giudizio e l'ardore di un fuoco che divorerà i ribelli.

Ciò significa che il credente che commette il peccato è perduto?

No, non bisogna utilizzare queste parole per affermare che colui che continua a peccare perde la salvezza perché si parla di coloro che hanno ricevuto la conoscenza della verità e qual’è questa conoscenza?

 

Altre versioni traducono “coloro che dopo aver conosciuto in pieno la verità e il perdono”, significando proprio che la condanna non è per colui che non aveva pienamente compreso la verità. D’altronde l’autore dell’epistola agli Ebrei è chiaro in precedenza: parla di coloro che hanno gustato la buona parola e la potenze del mondo futuro: quanti oggi possono dire di aver gustato la potenza di Dio nella loro vita?

Ebrei 6:4-6 Infatti quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo 5 e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo futuro, 6 e poi sono caduti, è impossibile ricondurli di nuovo al ravvedimento perché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figlio di Dio e lo espongono a infamia.

Il diavolo invece farà credere a un buon credente che non aveva compreso la verità: “Hai peccato, non c’è più nessuna possibilità di salvarti, continua a peccare...” ma Dio invece è un giusto giudice e darà sempre l’opportunità della salvezza al peccatore che si ravvede.

Dunque non rimanere sotto il peso della colpevolezza, ringrazia Dio per la sua misericordia nei tuoi confronti, sii riconoscente e metti da parte tutti i pensieri sbagliati che il diavolo vuole inocularti.

 

La possibilità rimane sempre di commettere il peccato ma non di vivere regolarmente nel peccato. Prendiamo l’esempio di Davide: i salmi testimoniano della sua vita con Dio ma nello stesso tempo egli commise adulterio con Bat-Sceba e fece uccidere suo marito. Si trattò di peccati molto gravi ma che furono soltanto “incidenti” nel suo percorso di vita e non un comportamento regolare avente come scusa l'impossibilità di resisterci a causa della natura umana. Davide dovette pagare il prezzo per il suo peccato ma fu perdonato da Dio.

 

  1. Essere vicini a Dio, cercare l’estasi in Dio

 

Gesù aveva una grande comunione con il Padre e i suoi interessi non erano materiali ma erano spirituali. Egli si interessava degli affari del Padre e non alle concupiscenze carnali.

Luca 2:49(ND)Ma egli disse loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».

 

Per vincere il peccato e la tentazione anche noi dobbiamo agire sulla terra come rappresentanti di Dio e come coloro che agiscono in modo che la volontà di Dio sia manifestata sulla terra. Dobbiamo passare molto tempo nella presenza di Dio, non soltanto dei momenti particolari ma il più possibile durante tutto il corso della giornata. Dobbiamo agire per servire Dio in tutte le nostre attività e il peccato rimarrà lontano; dobbiamo dapprima sottometterci a Dio e poi resistere al diavolo.

Giacomo 4:7 Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi.

 

Quando si comprende chi è Dio, quando il nostro rispetto per lui diventa talmente grande, quando comprendiamo la sua santità, allora non possiamo più nemmeno immaginare un atto di peccato. Quando abbiamo conoscenza di Dio e della sua presenza in noi è come se ridiventassimo sobri e tornassimo ad agire normalmente, senza più peccare.

1 Corinzi 15:34 Ridiventate sobri per davvero e non peccate; perché alcuni non hanno conoscenza di Dio; lo dico a vostra vergogna.

 

Prendiamo l'esempio di una coppia di innamorati: fintanto che l’amore è forte non possono cadere nella tentazione di tradirsi l'un l’altro, non perché la tentazione non sia presente ma perché l’amore é talmente forte che non si può concepire di fare del male all’altro.

Allo stesso modo il nostro amore per Dio deve essere talmente forte che non potremo più peccare perché, facendolo, sapremo di contristarlo terribilmente riguardo al dono che ci ha fatto con il sacrificio di Gesù alla croce.

 

Dio può soddisfarci talmente più di quello che ci può dare il mondo o qualsiasi soddisfazione carnale. Perché dunque dovremmo cercare un piacere effimero e perdere ciò che Dio vuole darci? Dobbiamo togliere via ogni cosa contraria alla volontà di Dio e crescere offrendo a Dio sacrifici spirituali.

1 Pietro 2:1-5 Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell'ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza, 2 come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, 3 se davvero avete gustato che il Signore è buono. 4 Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, 5 anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.

 

Dio vuole che gustiamo la sua bontà, che gustiamo il dono celeste che ci ha fatto, che gustiamo lo Spirito Santo in noi, che gustiamo le potenze del mondo futuro già oggi, sulla terra, che gustiamo la ricchezza contenuta nella sua parola perché Egli sa che dopo è impossibile rinnegarlo. Perciò è scritto che dopo aver gustato tutto questo è impossibile ravvedersi di nuovo.

Ebrei 6:4-6 Infatti quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo 5 e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo futuro 6 e poi sono caduti, è impossibile ricondurli di nuovo al ravvedimento perché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figlio di Dio e lo espongono a infamia.

 

Il nostro obiettivo deve essere quello di focalizzarci sulle realtà celesti e gustarle per essere appagati dallo spirituale piuttosto che dal carnale.

Prendiamo un esempio: per gli uomini il peccato è spesso la concupiscenza nel vedere una bella forma femminile e quindi il desiderio nel cuore che Gesù chiama adulterio. Questo desiderio conduce spesso più tardi nella masturbazione e nell’appagamento di una pulsione sessuale puramente carnale. Il piacere che se ne ricava non dura molto ma è intenso.

E’ possibile provare uno stesso con Dio, nello spirito, piuttosto che nella carne? Non si tratta di immaginare un rapporto sessuale ma di gustare lo stesso sentimento di estasi...

Si, è possibile! E’ possibile essere talmente vicino a Dio da esserne appagato e non provare più nessun desiderio per le tentazioni terren; è possibile sentire all’interno la presenza spirituale di Dio in modo talmente forte da risentire sensazioni così intense da superare tutto ciò che si può provare nella carne e nell’atto sessuale; è possibile dover chiedere a Dio di smettere talmente la sensazione è forte e lunga da divenire insopportabile per la nostra natura.

 

Allora come essere ancora tentato dalle concupiscenze carnali se esse ci allontanano da ciò che Dio può e vuole darci con Lui?

 

Ogni peccato è causato da un vuoto che può essere colmato nella carne o nello spirito. Cercare l’appagamento nella carne condurrà sempre al peccato lontano da Dio mentre cercare una vita spirituale con Dio condurrà in una relazione talmente intensa che ci manterrà sempre più lontani dal peccato e ciò senza fare sforzi.

 

  1. Guardare a Dio e non al peccato

 

Una volta che abbiamo coscienza di dover vivere nella santità, senza peccare, rischiamo di focalizzarci sul peccato in modo da non commetterlo ma allora succede che cadiamo di nuovo nel peccato. La cosa da fare e focalizzarsi sempre più su Dio e il peccato non avrà più importanza.

 

Colui che vive sempre riflettendo a come non peccare avrà sempre nella sua mente il peccato e la tentazione. Invece dobbiamo semplicemente fissare lo sguardo su Dio e sulle realtà divine e il peccato diventerà spontaneamente qualcosa di non più interessante. Dobbiamo guardare alla soluzione e non al problema, alla vittoria futura e non alle sconfitte del passato.

 

Le esperienze che potremo vivere nella presenza di Dio saranno talmente forti che tutto il resto passerà in secondo piano e la nostra attenzione non sarà più focalizzata sul peccato ma su come vivere ancora di più nella presenza di Dio.

 

All'inizio non è facile fare questo cambiamento, soprattutto se la lettura della Bibbia non ci porta nulla di nuovo. Consiglio dunque ad ognuno di leggere delle testimonianze di uomini (o donne) che hanno camminato con Dio, che lo hanno visto agire e che hanno cercato la Sua presenza. Dopo la sete di Dio e la ricerca nella Bibbia e nella preghiera nasceranno spontaneamente perché avremo capito che certe cose sono possibili anche per noi e che dobbiamo ricercarle.

 

Oggi nell'occidente abbiamo perso la coscienza della necessità di Dio perché dipendiamo talmente da cose umane e materiali che il soprannaturale ci sembra impossibile. Fissiamo lo sguardo su Dio, sul soprannaturale e il resto passerà in secondo piano.

 

Conclusione

 

Per avere la vittoria ci vuole a volte dapprima il ravvedimento, il chiedere perdono e chiedere aiuto a Dio per essere davvero liberi in ogni situazione. Bisogna odiare questo comportamento perché Gesù ci libera dai nostri nemici ma non dalle cose che amiamo perché ci fanno del bene.

 

A volte questo non basta perché si cade di nuovo regolarmente nel peccato. Ci vuole allora una preghiera di liberazione da ogni pensiero impuro.

Una volta ricevuta la libertà, si noterà che si è molto meno tentati ma che si può comunque continuare a peccare: Dio ci lascia sempre liberi.

 

A questo punto bisogna comprendere che il peccato si produce spesso per soddisfare un bisogno carnale ma, visto che siamo degli esseri spirituali nati di nuovo, dobbiamo ragionare con lo spirito e far morire la carne. Come fare? Bisogna vivere con Dio qualcosa di più intenso di quello che si può vivere nella carne, cercare la rivelazione, l'estasi con Dio in modo che il desiderio della carne passi in secondo piano.

 

Infine bisogna avere il cuore di Dio in modo da non vedere più le cose in modo egoista: per esembio non bisogna considerare l'altro sesso come qualcosa che appaghi soltanto un nostro bisogno carnale ma vederlo nella sua spiritualità, vedere la vita con lo sguardo di Dio, comprendere i bisogni e le sofferenze degli esseri che Egli ha creato e pregare per ogni cosa che non corrisponde più alla volontà originaria di Dio.

 

Guardando il nostro prossimo come una creatura di Dio che ha, come noi, dei desideri e dei bisogni, si finisce allora nel vedere l'oggetto della tentazione non come qualcosa da appagarci egoisticamente ma come qualcosa che Dio ha creato con uno scopo e come qualcosa che Dio vuole benedire.

 

Allora

  1. Cambia il tuo modo di ragionare
  2. Togli ogni occasione di essere tentato
  3. Cerca la libertà da ogni spirito di peccato
  4. Fatti battezzare per il perdono dei peccati
  5. Non scoraggiarti delle sconfitte: è possibile avere la vittoria finale
  6. Avvicinati il più possibile a Dio e ricordati della Sua presenza in te
  7. Fissa lo sguardo su Dio e non su come non peccare

 

Ricordati che Dio può darti di più di quanto il peccato ti dava.

Il combattimento dura tutta la vita ma si può vincerlo cambiando il nostro modo di ragionare. Non siamo soli a combattere: ogni credente deve lottare regolarmente ma se guardo indietro vedo delle grandi vittorie e oggi cado sempre meno nel peccato.

 

Combatti sapendo che il diavolo è vinto e che Gesù ti ha dato la possibilità per resistergli. Egli non permetterà che tu sia tentato al disopra delle tue forze ma ti darà la via di uscirne:

1 Corinzi 10:13 Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via di uscirne, affinché la possiate sopportare.

 

Commenti

Pace a te fratello! E'da un pò di tempo che sono combattuto circa dei pensieri di peccato che ho. Ho letto il tuo articolo "Satana è il nemico dell'uomo che disubbidisce ha Dio" ed ho capito il problema. E' chiaro che questo combattimento durerà per tutta la mia esistenza in questa vita; devo solo indossare la "completa armatura di Dio" e combattere.

Domanda fatta prima di scrivere questo articolo

Da Fr (non verificato)

Caro fratello, l'articolo l'avevo scritto tempo fa e mi fa piacere se ti ha aiutato in qualcosa ma da allora ho capito meglio certe cose e in particolare che il credente non dovrebbe più peccare. Oggi crediamo che il credente non riesce a fare a meno di peccare e perciò, quando ci troviamo in tentazione, pensiamo: "Tanto nessuno ci riesce, Signore perdonami". Ma quando si capisce che il credente è libero dal peccato e che non deve più peccare, allora nel momento della tentazione il pensiero sarà: "Devo resistere, nessuna tentazione è al disopra delle mie forze" e così si vince il nemico.

 

Il combattimento dura tutta la vita ma si può vincerlo cambiando il nostro modo di ragionare. Non sei solo a combattere, anch'io devo lottare regolarmente ma se guardo indietro vedo delle grandi vittorie e oggi cado sempre meno nel peccato.

 

Combatti sapendo che il diavolo è vinto e che Gesù ti ha dato la possibilità per resistergli. Egli non permetterà che tu sia tentato al disopra delle tue forze. 1 Corinzi 10:13

Risposta fatta prima di scrivere questo articolo

Da garisma

La persona nata di nuovo che ha ricevuto lo Spirito Santo non può più peccare volontariamente, ma nei pensieri ci sarà sempre un desiderio non conforme alla volontà di Dio, che naturalmente deve essere frenato. Dio ci ha dato un nuovo cuore e no un nuovo cervello. Forse Dio ha voluto così per renderci consapevoli che siamo ancora "potenziali" peccatori per non farci inorgoglire, ma comunque "santi". Credo che sia questo il combattimento di Paolo: il cervello è in contrasto con il cuore. Chissà forse è questa la mia "spina nel fianco"!

GRAZIE ancora per avermi detto che non sono da solo; molto spesso sono in compagnia di credenti che si comportano come se non avessero nessun combattimento da sostenere. Si, è vero, non bisogna piangersi addosso, ma io non riesco ad essere felice vedendo tutto il male e la sofferenza che esiste nel mondo e specialmente "accanto a me". Mi sento come se
questa terra non sia il posto dove dovrei stare. Quello che mi consola è la consapevolezza che, se Dio mi tiene ancora in vita, è perchè gli servo quì per aiutare gli altri, oltre che la mia famiglia, e non per vivere per me stesso.
Come dice l'apostolo Paolo, se dipendesse da me, sarei più contendo di andarmene per stare con il Signore che restare quì. Dio mi ha salvato per servirlo, e sono contento di questo anche se ci sono molte difficoltà.

Domanda fatta prima di scrivere questo articolo

Da Fr (non verificato)

Caro fratello, ho iniziato a risponderti ma poi ho deciso di scrivere un articolo più completo che pubblicherò prossimamente sul sito (questo articolo).

 

Non penso proprio che il peccato sia la spina nel fianco del credente (e di te in particolare) perché questo pensiero ci conduce ad avere una visione rassegnata piuttosto che lottare contro il peccato. Il credente deve lottare semplicemente perché ha una vittoria da acquistare nei confronti della carne e della natura peccaminosa.

 

Il diavolo è forte nell’attaccarci nei punti dove avremo dei sentimenti di vergogna perché in tal modo non parleremo agli altri fratelli della schiavitù in cui viviamo e non riusciremo a liberarcene. Saremo allora riempiti da sentimenti di colpa che ci condurranno ancora più nel peccato.

 

Invece testimoniando di quello che viviamo incoraggeremo gli altri a fare lo stesso e comprenderemo che non siamo soli in questa lotta. Ciò permetterà di vincere il sentimento di colpa e continuare a lottare contro il nemico, incoraggiandoci l’un l’altro.

 

Come anche lo fai notare tu, sono pochi coloro che osano confessare il peccato e il diavolo ne approfitta perché la vittoria la otteniamo tramite il sangue di Gesù e tramite la nostra testimonianza (Apo. 12:11)

 

Per questo ho in progetto di pubblicare anche la mia testimonianza su come Gesù mi ha reso libero dal peccato. Oggi ho la scelta di peccare ma ho capito che posso resistere perché Dio non permetterà che sia tentato al disopra delle mie forze.

 

Come la farfalla deve lottare e soffrire prima di uscire dal bozzolo, così anche noi dobbiamo lottare e soffrire in modo da essere pronti a raggiungere l’altro mondo. C’è una lotta da compiere nella mente e nella carne ma questa lotta ci servirà per prepararci alla vita eterna.

 

Una farfalla che viene aiutata ad uscire dal bozzolo non potrà mai volare: il Signore conosce la nostra situazione ma permette certe cose affinché fossimo pronti per quello che ha serbato per noi nel futuro.

 

Che il Signore ti guidi nelle tue lotti quotidiane e come Giovanni ti dico:

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. (1 Giovanni 2:1)

 

Aggiungo un versetto che una volta ricevetti per un fratello mentre ero in preghiera: Uomo, i tuoi peccati ti sono perdonati (Luca 5:20)

Non sapevo come dirglielo perchè non lo vedevo vivere nel peccato e non volevo offenderlo ma poi presi il coraggio, gli dissi che il Signore mi aveva dato questo versetto per lui. Allora egli mi disse: Ti ringrazio tantissimo. Ero in preghiera ed era proprio questa la risposta che aspettavo.

 

Dio vuole che viviamo nella santità ma conosce ogni nostra debolezza e conosce il nostro cuore. Non vuole lasciarci sotto la condanna ma vuole che abbiamo un’attitudine di figli di Dio, figli che guardano con fede la soluzione che il Padre loro ha previsto e che non guardano le difficoltà come qualcosa di insuperabile.

 

Una volta che abbiamo coscienza di dover vivere nella santità, senza peccare, rischiamo di focalizzarci sul peccato ed allora cadiamo di nuovo nel peccato. La cosa da fare e focalizzarsi sempre più su Dio e il peccato non avrà più importanza.

 

Coloro che vivono molto vicino a Dio non peccano più ma raccontano di vivere esperienze talmente forti nella presenza di Dio che tutto il resto passa in secondo piano.

Risposta fatta prima di scrivere questo articolo: grazie per la domanda che ha avuto come conseguenza l'articolo più sopra.

Da garisma

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