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Gesù ritorna! Sei tu pronto?

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Capitolo 7

 

MODIFICHE APPORTATE DALLA CRITICA DEL TESTO AL NUOVO TESTAMENTO.

UNA SELEZIONE DI ESEMPI.

 

Riportiamo alcuni significativi esempi di divergenze fra le Bibbie della critica testuale e il Textus Receptus del NT. Per noi Italiani il confronto va fatto fra la traduzione di Giovanni Diodati, fedele al TR, e la Nuova Riveduta la quale, anche se “si colloca nella linea di tradizione del testo tradotto da Giovanni Diodati nel 1611 a Ginevra… se ne distingue… per la revisione fatta sulla base di manoscritti greci ed ebraici più antichi e prestigiosi...” (dalla prefazione della Nuova Riveduta, ediz. 1994). Il testo della Riforma si trova inoltre nella Bibbia tradotta da Lutero del 1545, nella Bibbia di Zurigo del 1536 e, per quanto riguarda la Bibbia inglese, nella “King James Version”. I mss. “più antichi e prestigiosi” sono quelli riportati dal Nuovo Testamento greco di NA, 26a edizione.

Si tenga presente che di fronte ai pochi testimoni citati dal NA si hanno, nel MT, circa 200 mss. onciali e 2500 corsivi o minuscoli!

 

1.     Le testimonianze bibliche su Gesù Cristo offuscate e indebolite.

Un numero spaventosamente grande di varianti presenti nei mss. alessandrini concerne il Signore nostro Gesù Cristo. Ciò non meraviglia affatto se si tiene presente che proprio la sua Persona, nei primi secoli della Chiesa, fu il bersaglio degli attacchi dei nemici di Dio. Gli gnostici e gli ariani definivano il Signore Gesù “un dio”, creato fra le altre “emanazioni” della divinità. Che Dio potesse farsi uomo, “venire in carne”, era cosa inconcepibile per questi eretici. Per altri Egli era Figlio di Dio, nel senso che come uomo era stato “adottato” da Dio.

Queste prime eresie si riflettono nelle varianti dei manoscritti preferiti dalla critica testuale. Esse riguardano prima di tutto la deità di Gesù e la sua incarnazione, dottrine che in modo assoluto ripugnavano agli gnostici ed agli ariani.

Edwin Lutzer indica chiaramente a che cosa mirano le strategie e gli inganni di Satana: “Il conflitto finale si ridurrà a: Chi è Dio?” [17]

Per giungere a questo, Gesù Cristo – Dio manifestato in carne (1 Tm 3:16) – dev’essere diminuito e abbassato, prima che il diavolo osi deporLo. Così, per togliere di mezzo Gesù, Satana arruolò i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi:

“ E tennero consiglio per prendere Gesù con inganno e farlo morire “ (Mt 26:4)

“ … cercavano il modo di prendere Gesù con inganno e ucciderlo “ (Mc 14:1).

… Così, ignorando la stragrande maggioranza dei mss. greci, gli scribi dei nostri giorni hanno cercato in tutti i modi di abbassare Gesù, eliminando o riducendo i suoi appellativi divini. Ora è risaputo che i mss. che diminuiscono la persona di Gesù eliminando i termini che ne attestano la divinità, sono i mss. alessandrini manipolati da Origene e da Clemente d’Alessandria.

 

a)    Deità di Gesù Cristo.

1 Tm 3:16. Il TR ha, come ha tradotto Diodati: “Iddio è stato manifestato in carne”. Il testo critico NA ha invece, al posto di Dio, uno sfumato “Colui che” (v. Riveduta e Nuova Riveduta). Questa formulazione “critica”, sostenuta da una sparuta minoranza di mss. (NA cita 5 onciali – fra cui il Sinaitico – e pochi corsivi) lascia aperta la possibilità che in Cristo si sia manifestato un angelo o un altro essere spirituale creato, così come pretendevano gli gnostici ed altri eretici.

Difatti, per gli ariani dei nostri giorni, i T.d.G., “Colui che è stato manifestato in carne” (“Egli fu reso manifesto nella carne” – Traduzione del Nuovo Mondo delle S. Scritture) non è altri che l’arcangelo Michele.

Su 300 manoscritti greci che contengono 1 Tm 3:16, solo 5 di essi (del IX, XII e XIII sec.) omettono “Dio”. Degli scrittori antecedenti al V sec., l’eretico Origene è l’unico che omette “Dio”.

Nonostante questa schiacciante evidenza dei mss. greci che richiedono l’inclusione del nome “Dio”, la Riveduta e la Nuova Riveduta non indicano né in nota né in parentesi il testo integro col nome “Dio”. Chiaramente l’omissione operata prima dal Luzzi e poi dai nuovi revisori non è affatto fondata sull’evidenza dei mss. ma sulla revisione corrotta e arbitraria di Westcot e Hort del 1881.

 

Gv 3:13. NA cancella l'affermazione riguardante il Figlio dell'uomo “che è nel cielo”. L'accentuazione che il Figlio dell'uomo è Dio nello stesso tempo, si trova nella maggior parte di tutti i mss. Manca solamente nel P66, nel P75, nel Sinaitico, nel Vaticano e in altri 8 mss. La Riveduta la riporta, facendoci sapere nella nota a piè di pagina, che “la omettono molti antichi mss.”; la N.Riv. la mette fra le mezze parentesi quadre.

 

Ap 1:11. L'affermazione di Gesù Cristo: “Io sono l'Alfa e l'Omega, il primo e l'ultimo, e ciò che tu vedi” è stata mutilata. Si tratta di una chiara attestazione della deità del Signore Gesù, tanto più che essa ribadisce ciò che‚ detto al v.8, è riferito espressamente al Signore Dio. Riv. e N.Riv. si conformano pienamente.

 

Mc 1:1. “Principio dell'evangelo di Gesù Cristo, il Figlio di Dio”. NA mette fra parentesi “il Figlio di Dio” (NA25 lo ometteva del tutto), sulla base del Sinaitico e di un altro onciale... come pure di Origene! La Riv. lo riportava con la nota a piè di pagina: “Alcuni antichi mss. omettono Figliuolo di Dio”. La N.Riv. lo riporta nelle mezze parentesi quadre.

 

Gv 6:69. TR: “E noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Questa importante testimonianza della divina figliolanza di Gesù Cristo, che si ricollega a quella precedente di Pietro in Mt 16:16, Mc 8:29 e Lc 9:20, viene soppiantata nel NA da: “…abbiamo conosciuto che tu sei il santo di Dio” (così in Riv. e N.Riv.), una affermazione che si confà alle eresie gnostiche e ariane. Base per una così audace manomissione di una essenziale asserzione cristologica sono soltanto 7 mss., fra i quali il P75, il Sinaitico e il Vaticano.

 

Gv 9:35. NA sostituisce la domanda di Gesù al cieco guarito: “Credi tu nel Figlio di Dio?” con quest'altra: “Credi tu nel Figlio dell'uomo?” La Riv. s'era mantenuta fedele al TR; la N.Riv. sic et simpliciter si è conformata al NA. Si tratta, come chiaramente si vede, di una svalutazione della testimonianza della divina figliolanza di Gesù Cristo. Tra l'altro non si adatta neanche al contesto del passo e a tutto il vangelo di Giovanni. NA adduce solo 6 testimonianze: P66, P75; Sinaitico, Vaticano e due altri onciali. Il fine di questa eretica falsificazione appare ancora più evidente quando si osserva che P75, il Sinaitico ed un altro onciale omettono tutto il v.38: “Io credo, Signore. E l'adorò”. Così si cancella che Gesù Cristo è Dio e riceve adorazione! La N.Riv. ha riportato il v.38 ma al posto di “lo adorò” ha messo uno sfumato “e gli si prostrò dinanzi”.

 

At 8:37. NA tralascia tutto il v., che si trova invece nel TR.: “Filippo disse: «Se tu credi con tutto il cuore, è possibile». L'eunuco rispose: «Io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio»”. La Riv. ci fa sapere che esso manca nei mss. più antichi, mentre la N.Riv. lo mette nelle mezze parentesi quadre. Si tratta di una delle più importanti testimonianze della fede biblica nel Figlio di Dio. Gli gnostici alessandrini pensarono bene di ometterlo nei loro mss.!

 

Gv 1:18. Nel TR è: “Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Figlio (gr. monoghenes huios), che è nel seno del Padre, ce l'ha rivelato”. NA, al posto di “unigenito Figlio”, mette “l'unigenito Dio (gr. monoghenes Theos)...”. Questa variante che, sia nel contesto sia dal punto di vista biblico, non ha senso, si trova solo nel P66, nel Sinaitico, nel Vaticano e in due altri mss., oltre che in Origene. La palese falsificazione di un'espressione testimoniata dalla stragrande maggioranza degli altri mss., è senz'altro da attribuire agli eretici, i quali avevano ideato un contrasto fra il Logos di Gv 1:1 e il Figlio, argomentandolo appunto con questa variante.[18] Lo stesso Ario, nelle sue dottrine, si rifà a questa variante.[19] La Riv. s'era mantenuta fedele al TR. La N.Riv., al contrario, ha assunto questa variante gnostica, anche se nella nota ci fa sapere che «altri mss. riportano “l'unigenito Figlio”».

 

Ora chiaramente, dalla versione Riveduta alla Nuova Riveduta le cose anziché migliorare sono peggiorate, e di molto. E quanto afferma la N.Riv., oltre che non trovare riscontro nei mss. greci, è una grossolana eresia. Tristemente quest’espressione l’unigenito Figlio, avulsa dal suo contesto biblico, fu manipolata dagli gnostici (II e III sec.) alla luce delle mitologia greca e orientale, in cui gli dei erano generati da altri dei. Lo gnostico egiziano Valentinus coniò l’espressione l’unigenito Dio, da cui risulta che Gesù sarebbe stato creato come un dio minore. L’espressione eretica passò poi in alcuni mss. corrotti, come ad esempio i papiri 66 e 72. [20]

In linea con l’espressione eretica di Valentinus ci furono altri eretici, come Clemente Alessandrino, i quali sostenevano che il Figlio, nella sua essenza divina, è una creatura. [21]

Qui troviamo la radice della grande eresia dei T.d.G. (… la Parola era un dio … l’unigenito dio).

Nel IV sec., Ario,  discepolo di Origene, si batté in favore dell’espressione eretica di Valentinus, ma fu energicamente contestato da Attanasio, Ilario e Ambrogio, che sostenevano apertamente l’unigenito Figlio. Ario affermava che Gesù fu creato da Dio come un dio prima della fondazione del mondo.

Hort si trova in piena sintonia con l’eresia ariana e afferma: “Le parole potrebbero avere senza dubbio il significato ariano, secondo cui Gesù è la prima cosa creata”. [22]

Ora, nonostante l’unigenito Figlio si trovi nella maggior parte dei mss. bizantini e l’unigenito Dio sia una palese eresia con terribili implicazioni per la dottrina cristiana, la Nuova Riveduta ha sfacciatamente e vergognosamente l’unigenito Dio, mentre perfino la versione cattolica CEI riporta il Figlio unigenito.

“Un abisso chiama un altro abisso” (Sl 42:7). Questa purtroppo è la triste conseguenza della scelta, già operata da Giovanni Luzzi, di un testo greco corrotto per compiere la sua edizione riveduta della versione del Diodati. Di conseguenza la perseveranza nell’errore è una posizione di comodo, in quanto ci si viene a trovare coi più forti, dal punto di vista umano, e con la maggioranza delle Società Bibliche, che si sono impegnate a seguire il testo corrotto di Westcott e Hort, ripubblicato coi nomi di Nestle e Aland.

 

Lc 24:52. NA25, sulla base di un solo ms. (Codice D), ha tolto “e lo adorarono”, una grave omissione che colpisce la deità di Gesù Cristo. Le nostre Riv. e N.Riv., grazie a Dio, non si sono conformate e traducono : “Ed essi, adoratolo”.

 

1 Co 12:3. Gli amanuensi alessandrini hanno contrabbandato nella S. Scrittura una indicibile corruzione, una variante di raffinatezza veramente diabolica, che costringe i lettori, quando leggono a voce alta, a pronunciare involontariamente una bestemmia. La formulazione, ispirata dallo Spirito Santo, comporta la forma indiretta (“nessuno, parlando per lo Spirito di Dio, dice che Gesù è anatema”). Diodati: “Niuno, parlando per lo Spirito di Dio, dice Gesù essere anatema”. I critici testuali, al contrario, hanno introdotto nelle Bibbie moderne la forma diretta, sulla base dei “testimoni” alessandrini Sinaitico, Vaticano e 7 corsivi, mentre centinaia di mss. hanno la forma indiretta. Purtroppo questa forma perversa è stata adottata perfino dalla Nuova Diodati, oltreché‚ dalla N.Riv. La Bibbia di Lutero, compresa la revisione del 1984, si attiene al TR e traduce: “…nessuno, parlando per lo Spirito di Dio, bestemmia Gesù” (…niemand Jesus verflucht). Così pure la New King James Version: “no one calls Jesus accursed”.

 

b)    Testimonianze sull'incarnazione del Figlio di Dio

 

1 Co 15:47. Il TR dice: “…il secondo uomo è il Signore dal cielo”. NA tralascia il titolo divino “il Signore”. Che Dio potesse diventare uomo era per gli gnostici inconcepibile! La Riv. e la N.Riv. si conformano.

 

Lc 22:43-44. “Allora gli apparve un angelo dal cielo per rafforzarlo. Ed essendo in agonia, egli pregava ancor più intensamente; e il suo sudore diventò come grosse gocce di sangue che cadevano in terra”. NA considera questi due vv. come inserzioni tardive e quindi non autentici. Anche qui fanno testo gli alessandrini P75, Sinaitico e Vaticano con accanto 5 onciali e 2 corsivi, contro la stragrande maggioranza degli altri. Questa commovente testimonianza dell'umanità di Gesù Cristo evidentemente non si confaceva alle eresie gnostiche.  La Riv. era rimasta fedele al TR mentre la N.Riv. chiude i 2 vv. fra le solite mezze parentesi quadre.

 

At 2:30. TR: “…Dio gli aveva con giuramento promesso che dal frutto dei suoi lombi, secondo la carne, gli avrebbe suscitato il Cristo per farlo sedere sul suo trono…”. NA accorcia e trasforma questa importante testimonianza sull'incarnazione del Cristo, che contraddiceva le eresie degli gnostici, sulla base del Sinaitico, del Vaticano e di altri 4 mss. Riv. e N.Riv. si conformano senza note o mezze parentesi.

 

c)    Testimonianze riguardanti la gloria e la suprema autorità di Gesù Cristo.

 

Ef 3:9. TR: “…il quale ha creato tutte le cose per mezzo di Gesù Cristo”. NA abolisce “per mezzo di Gesù Cristo”. Esempio: “Dio, il creatore di tutte le cose” (Riv. e N.Riv.).

 

Fl 4:13. TR: “Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica”. NA toglie “Cristo”, sulla base di Sinaitico, Vaticano, D e dello gnostico Clemente d'Alessandria. La Riv. aveva messo “Colui” al posto di “Cristo”; la N.Riv. idem, però con l'iniziale minuscola. Il pronome “colui” può riferirsi a Dio, escludendo Cristo.

 

Ga 3:17. TR: “…patto ratificato da Dio in Cristo”. NA cancella “in Cristo”. In Ga 6:15 è stato ugualmente cancellato “in Cristo Gesù”. In Ga 4:7 “per mezzo di Cristo” è diventato “per grazia di Dio”, oscurando in tal modo che noi siamo eredi solo per mezzo di Cristo. Le suddette manipolazioni si trovano in Sinaitico, Vaticano, due altri onciali e nelle citazioni negli scritti di Clemente d'Alessandria. Riv. e N.Riv. seguono fedelmente il NA.

 

Ro 14:10. NA trasforma “il tribunale di Cristo” nel “tribunale di Dio”, togliendo così a Cristo l'onore di essere giudice (cfr. 2 Co 5:10). Questa arbitraria trasformazione viene a trovarsi in contraddizione con quanto Gesù dice in Gv 5:22: “Poiché‚ il Padre non giudica nessuno, ma ha dato tutto il giudizio al Figlio, affinché‚ tutti onorino il Figlio come onorano il Padre”. NA introduce questa variante sulla base di 7 onciali, contro la stragrande maggioranza dei mss.! Riv. e Nuova Riv. seguono NA.

 

In molti passi, quando si presenta il nome del Signore Gesù Cristo, NA tralascia “Signore” oppure “Cristo”, che invece si trovano nel TR. Esempi: Mt 13:51, ove è omesso “Gesù disse loro”; Lc 4:41; Lc 23:42, ove è tralasciato “Signore”; Gv 4:42.

Nei vangeli, spesso il nome “Gesù” è stato cancellato. Esempi: Mt 8:29; 13:51; Lc 10:41, ove Riv. e N.Riv. pongono “Signore” al posto di Gesù. Qui si evidenzia la separazione operata dagli gnostici fra l'uomo Gesù e l'essere angelico “Cristo” che solo occasionalmente si univano. La stessa dottrina si ritrova attualmente nella New Age.

 

d)    La risurrezione e l'ascensione del Signore Gesù Cristo.

 

Questi due eventi sono oggetto delle manipolazioni scritturali degli eretici dei primi secoli. Da un lato perché la risurrezione di Cristo è il cuore dell'evangelo (1 Co 15 !), dall'altro perché essa contraddiceva l'eresia di un “Cristo-spirito” che, nel migliore dei casi, aveva assunto un corpo apparente e quindi non passibile di morte. Gli ariani non ammettevano l'ascensione. Con la svalutazione di Mc 16:9-20, che la critica testuale considera come un'aggiunta posteriore, quindi non autentica, è stata cancellata un'importante testimonianza della risurrezione del Signore. Inoltre sono venute a cadere altre principali dottrine, quali il mandato della predicazione dell'evangelo (v.15); la salvezza mediante la fede e la condanna per chi non crede; la dottrina dei carismi conferiti agli apostoli (17-18, 20); l'ascensione e la glorificazione del Signore alla destra di Dio (19). Questa, che è la più sfrontata e grave falsificazione della Bibbia, si fonda, per la critica del testo, sulla “scientificamente fondata” testimonianza di 3 (diconsi tre: Sinaitico, Vaticano e un solo corsivo!) fra 5400 mss. In più ci sono le testimonianze di Clemente d'Alessandria (gnostico), Origene (gnostico, discepolo di Clemente) ed Eusebio (ammiratore di Origene). Fra i testimoni contrari ci sono non soltanto il gran numero di mss. bizantini, ma anche 5 antichi onciali, come pure Ireneo (II sec.) e Tertulliano (III sec.) fra i “padri apostolici”. Effetti nelle Bibbie moderne: La Riv. fa sapere nella nota che “i due (!) più antichi mss. non contengono i vv. 9-20”; la N.Riv. pone in dubbio questo passo ispirato racchiudendolo fra le mezze parentesi quadre.

 

Bisogna essere molto grati agli esperti che hanno curato la Nuova Riveduta, i quali non hanno messo fra le mezze parentesi Lc 24:6, 12, 36, 40, 51, versetti che NA25 ripudiava considerandoli non autentici. Vero è che NA26 ha fatto marcia indietro e alla chetichella ha riammesso i vv. in questione.

 

Anche se i curatori del NA26 tacitamente si sono ricreduti per quanto concerneva le orripilanti, arbitrarie cancellature dei vv. di cui sopra, la manipolazione di Luca 24, presente in molte Bibbie moderne, ci dovrebbe far aprire gli occhi sul vero carattere della critica del testo. Essa, in fin dei conti, prestando assoluta fiducia ad alcuni vecchi mss., ereticamente falsificati e mutilati, offusca e mette in dubbio la testimonianza della Scrittura riguardo al Signore nostro Gesù Cristo.

 

Con l'omissione di Mc 16:19 e di una parte di Lc 24:51, il tanto apprezzato Codice Sinaitico cancella dal NT due importanti, dirette testimonianze dell'ascensione del nostro Signore. La terza diretta testimonianza è in Atti 1:9-11. Qui troviamo di nuovo il malvagio intervento del Codice D che da At 1:11 toglie: “…è stato elevato in cielo…”. Se domani venissero scoperti alcuni antichi papiri gnostici che, come il Sinaitico e il Codice D, omettono tutti questi passi, potrebbe in futuro accadere che nelle Bibbie moderne, sulla base di mss. “antichi e prestigiosi” scomparirebbe l'ascensione al cielo del Signore Gesù Cristo!

 

L'ultima finezza della critica del testo è stata quella di cancellare dalla preghiera sacerdotale di Gesù le parole “perché vado al Padre” (Gv 16:16). La N.Riv. si è adeguata e le ha messe fra le solite mezze parentesi quadre. La Bibbia ecumenica TILC le ha omesse del tutto.

 

2.     Si offuscano le testimonianze sulla redenzione e sulla salvezza per fede.

 

Mt 18:11. NA abolisce l'importante affermazione di Gesù: “Poiché‚ il Figlio dell'uomo è venuto per salvare ciò che era perduto”. La Riv. la riporta in una nota a piè di pagina come un'aggiunta di vari antichi mss. La N.Riv. ce la dà nelle mezze parentesi quadre. Il v. manca solo nel Sinaitico e in due altri onciali, in pochi corsivi e in Origene. Idem per quanto riguarda Lc 9:56: “Poiché‚ il Figlio dell'uomo è venuto non per perdere le anime degli uomini ma per salvarle”. Anche questo sulla base di pochi mss. egiziani, fra i quali ancora una volta il Sinaitico e il Vaticano. La Riv. non ne fa cenno mentre la N.Riv. riporta il v. nelle mezze parentesi.

 

Cl 1:14. NA ha tolto “mediante il suo sangue” (“nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue”). Idem Riv. e N.Riv., senza alcuna spiegazione.

 

Gv 6:47. Dall'affermazione di Gesù: «In verità, in verità vi dico: “Chi crede in me ha vita eterna”». NA ha tolto il decisivo “in me”. Riv. e N.Riv. si sono adeguate. Lo stesso avviene per Mc 9:42: “E chiunque scandalizzerà uno di questi piccoli che credono in me”. NA pone “in me” fra parentesi come probabilmente non originale (su testimonianza del Sinaitico e di un altro onciale).

La fede in Gesù Cristo è dunque soppiantata da un generico credere, che va bene per ogni religione. Riv. e N.Riv. omettono del tutto “in me”. Alcune Bibbie tedesche moderne l'avevano omesso nelle prime edizioni, ma l'hanno aggiunto in quelle più recenti. La New International Version (Ed.1987) lo riporta normalmente nel testo.

 

Ro 5:1. “Giustificati… abbiamo pace con Dio…”. Alcuni mss. eretici hanno trasformato il verbo indicativo presente, “abbiamo”, in un imperativo esortativo. Quindi la pace con Dio, che è un frutto della fede, diventa una meta da perseguire coi propri sforzi. Questa falsificazione è testimoniata, fra gli altri, dal Sinaitico, dal Vaticano e dall'eretico Marcione. La variante non è stata introdotta nelle Bibbie moderne, ma essa mostra la tendenza dei mss. “prestigiosi” preferiti dalla critica testuale.

 

Ro 5:2. “...per mezzo del quale abbiamo avuto, mediante la fede, l'accesso…”. NA qualifica “mediante la fede” come probabilmente non autentico. Ma, grazie a Dio, nessuna delle nostre Bibbie vi si conforma.

 

1 Co 5:7. “...la nostra Pasqua infatti, Cristo, è stata immolata per noi”. NA ha cancellato “per noi”, affermazione tanto importante nella dottrina biblica della redenzione. Omettono “per noi” il Sinaitico, il Vaticano e lo gnostico Clemente d'Alessandria. Riv. e N.Riv. si conformano.

 

1 Pi 4:1. “Poiché‚ Cristo ha sofferto per noi nella carne…”. Anche in questo versetto il “per noi” è stato cancellato dal NA sulla base del P52, del Vaticano e di altri 4 mss., contro l'unanime testimonianza di tutti gli altri. Riv., N.Riv. e naturalmente tutte le traduzioni ecumeniche, l'hanno cancellato.

 

3.     Impoverimento delle istruzioni riguardanti la vita cristiana.

 

Mt 6:1. Il TR dice: “Guardatevi dal fare la vostra elemosina…”. L'elemosina concorda pienamente col contesto. Il Sinaitico, il Vaticano e alcuni altri mss., con Origene, mettono al posto dell'elemosina la giustizia, una variante che non ha senso. Riv. e N.Riv.: “Guardatevi dal praticare la vostra giustizia…”.

 

Mc 2:17. Il TR ha: “...io non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori a ravvedimento”. NA cancella “a ravvedimento” (seguito da Riv. e N.Riv.). Lo stesso succede con Mt 9:13 cosicché, di tre passi paralleli, due non concordano più con la testimonianza di Lc 5:32, che viene a trovarsi isolata, un accorciamento dell'evangelo che va incontro allo spirito del nostro tempo.

 

Mc 10:21. NA abbrevia l'ultima parte dell'esortazione al giovane ricco: “Vieni, prendi la tua croce e seguimi”. L'omissione del “prendi la tua croce” è nel Sinaitico, nel Vaticano, in altri 8 mss. e negli scritti dello gnostico Clemente d'Alessandria. L'abbreviazione, anch'essa adatta allo spirito del nostro tempo, la ritroviamo nella Riv. e nella N.Riv.

 

Eb 10:34. TR: “...sapendo di avere per voi dei beni migliori e permanenti nei cieli”. NA ha cancellato “nei cieli”, sulla base di Sinaitico, Codice D, 5 altri mss. e Clemente d'Alessandria. Riv. e N.Riv. si sono conformate. Un dannoso impoverimento di una preziosa promessa!

 

1 Gv 4:19. In questo v. troviamo una piccola ma grave omissione dei copisti alessandrini, che hanno tralasciato il pronome “lo”. Mentre il TR dice: “Noi lo amiamo perché‚ egli ci ha amati per primo”, le moderne Bibbie dicono: “Noi amiamo perché‚ ...”. La base scientifica per questa cancellatura è fornita dall'Alessandrino, dal Vaticano e da 4 corsivi! Chi ha osato sottrarci l'oggetto del nostro amore essendo stato Egli il primo ad amarci? Ma anche questo diabolico intervento è stato fatto proprio dalle Bibbie moderne, comprese le nostre Riv. e N.Riv.

 

I manoscritti alessandrini sono anche responsabili di una grave manomissione a danno della preghiera del Signore ( il noto “Padre nostro”), quale ci è riportato da Mt 6:9-13 e da Lc 11:2-4.

Questo modello di preghiera, dato in due diverse circostanze, è palesemente simile nei due vangeli. In Mt 6:13, sulla base di una sparuta minoranza di mss., fra i quali il Sinaitico, il Vaticano e il Codice D, NA omette la conclusione : “Poiché tuo è il regno, la potenza e la gloria in eterno! Amen. Una omissione che non si giustifica, tenuto conto della stragrande maggioranza dei mss. che la riportano.

Ma in Lc 11:2-4, la manomissione va ben oltre. Il TR ha: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà sulla terra, come in cielo. Dacci di giorno in giorno il nostro pane necessario. E perdona i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore; e non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno!

I mss. gnostici e NA ne hanno fatto:

“Padre, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano; e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci esporre alla tentazione” (così è nella N.Riv.).

 

Queste falsificazioni del vangelo di Luca, dovute principalmente a Marcione, sono uno scandalo, e palesano l’interesse del criticismo testuale per le eresie gnostiche. La formulazione in Luca è stata accorciata sulla base di 5 mss. (fra i quali il P75 e i soliti Sinaitico e Vaticano) come pure per la testimonianza dello gnostico Origene e dell’eretico Marcione!

Il TR qui invece gode della testimonianza non solo della maggioranza dei mss. ma anche, fra gli altri, di 6 antichi onciali.

 

1 Co 11:24. Nel TR è scritto: Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi…”. NA così ha mutilato il versetto: “Questo è il mio corpo che è dato per voi…”.

L’omissione del comando del Signore (cfr. Mt 26:29), come pure della menzione che il suo corpo sarebbe stato spezzato per noi, si deve alla testimonianza di pochi mss. (per l’omissione di “spezzato” NA ne cita 8, fra cui il P46, il Sinaitico e il Vaticano).

Nella formulazione del TR appare evidente che la Cena del Signore è un memoriale e che il pane simboleggia il corpo del Signore spezzato sulla croce.

Nella formulazione alessandrina invece è favorito il misticismo sacramentale cattolico. La Riv. e la N.Riv. restano fedeli al NA.

 

1 Co 11:29.  I mss. gnostico-eretici vi inseriscono una falsificazione e una falsa interpretazione. Dove il TR ha: “…poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore”, NA toglie indegnamente e del Signoree ne fa un’affermazione occulto-mistica, che dovrebbe tradursi: “poiché chi ne mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro se stesso se non discerne il corpo”. Questa falsificazione avviene di nuovo per la testimonianza di pochi mss. egiziani, fra i quali (ma potevano mancare?) il Sinaitico e il Vaticano. Per mitigare l’assurdità del testo, le traduzioni si aiutano con libere costruzioni della frase. Per esempio, la Riv. e la N.Riv. non omettono “del Signore”.

 

Ef 5:30. TR: “...poiché‚ noi siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa”. L'ultima parte del versetto (“della sua carne e delle sue ossa”), che è strettamente collegato a quello che segue, col parallelismo Cristo/Chiesa Adamo/Eva, è stata cancellata dal NA, sulla testimonianza del Sinaitico, del Vaticano e di altri 9 mss.. Il v. risulta ugualmente mutilato nella Riv. e nella N.Riv.

 

In diversi passi, i testi alessandrini, e con essi il NA, omettono il digiuno, collegato con la preghiera, cosa che difficilmente è casuale. Per esempio, in

Mt 17:21: “Questa specie di demoni non esce se non mediante la preghiera e il digiuno” NA ha cancellato completamente il versetto. La Riv. l'ha riportato nella nota a piè di pagina, facendoci sapere che manca nei “migliori mss.” La N.Riv. l'ha inserito fra le mezze parentesi.

Mc 9:29: “Questa specie di spiriti non si può scacciare se non con la preghiera e il digiuno”. Qui NA ha cancellato “il digiuno”; Riv. e N.Riv. hanno cancellato ugualmente.

1 Co 7:5: “...per dedicarvi al digiuno e alla preghiera”. NA, e con esso Riv. e N.Riv., hanno cancellato “al digiuno”.

Lo stesso succede con At 10:30. In definitiva, dalle Bibbie moderne è stato tolto ogni riferimento all'insegnamento divino sull'efficacia della preghiera accompagnata dal digiuno.

 

Lc 9:54. NA tralascia “come fece Elia” alla fine del v. Riv. e N.Riv. omettono ugualmente.

 

Lc 9:55-56. NA omette: “...e disse: Voi non sapete di quale spirito siete; poiché il Figlio dell'uomo è venuto non per perdere le anime degli uomini, ma per salvarle”. La Riv. ha omesso. La N.Riv. lo riporta fra le mezze parentesi.

 

4.     Omissione di importanti avvertimenti contro l'errore.

 

1 Gv 4:3. Il v. fornisce, secondo il TR, un criterio importante per individuare l'errore: “E ogni spirito che non riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, non è da Dio”. In questa forma, la frase concorda col v.2 , fornendo un chiaro avvertimento contro le eresie gnostiche. NA ha ridotto così il v.: “...e ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio” (trad. della N.Riv.). Così il v.3 non si collega più al v.2 ed assume un altro significato. Questa grave alterazione del testo è assunta da NA con l'avallo di due soli onciali (Vaticano e Alessandrino) e pochi corsivi – contro la schiacciante maggioranza di tutti gli altri mss. – fra i quali persino il Sinaitico (!), e un altro onciale. Riv. e N.Riv. seguono NA.

 

Ap 2:15. NA cancella l'affermazione del Signore, che odia le false dottrine e la pratica di esse: “Così hai pure alcuni che ritengono la dottrina dei Nicolaiti, la qual cosa io odio”. Riv. e N.Riv. hanno pure cancellato. La N.Riv., da parte sua, ha mitigato l'odio che il Signore esprime in Ap 2:6, tramutandolo in una detestazione: “Tuttavia hai questo, che detesti le opere dei Nicolaiti, che anch’io detesto”.

 

Ga 3:1. NA cancella dal versetto il rimprovero per non aver ubbidito alla verità: “O Galati insensati, chi vi ha ammaliati per non ubbidire alla verità…”. Testimoni: Sinaitico, Vaticano, D e altri 8 mss.. Riv. e N.Riv. ugualmente omettono.

 

Ro 1:16. Il TR ha: “...non mi vergogno dell'evangelo di Cristo...”. NA ha cancellato “di Cristo” (fra i pochi testimoni: Sinaitico, Vaticano e D). Tenuto conto che la Scrittura parla della possibilità di un altro evangelo (cfr. Ga 1:6-9; 2 Co 11:4 !), questa abbreviazione intende spuntare le armi contro l'errore. Essa viene accettata da Riv. e N.Riv. E' significativo il fatto che Sinaitico, Vaticano e D omettono “di Cristo” anche in 1 Co 9:18, e così privano l'evangelo del suo tema centrale. Un puro caso?

 

1 Tm 6:5. Nel TR, Paolo pone fine alle sue argomentazioni contro i propagatori di errori con una solenne messa in guardia: “Da costoro tieniti lontano!”. Quest'ordine viene tralasciato da NA. Non è un caso quando si conoscono gli influssi eretici sui testi egiziani. Sono proprio questi “antichi e prestigiosi mss.” che omettono la frase, insieme a pochi corsivi, contro la testimonianza di centinaia di mss.. Riv. e N.Riv. la omettono.

 

5.     Cancellature a sostegno dell'universalismo e di altre eresie.

 

Mc 3:29. Il TR dice: “Chi bestemmia contro lo Spirito Santo non ha perdono in eterno; ma è sottoposto a giudizio eterno”. NA trasforma in : “ma è reo di un peccato eterno” (così traducono Riv. e N.Riv.), una formulazione meno netta, che lascia uno spiraglio aperto alla dottrina dell'universalismo. Testimoni: Sinaitico, Vaticano e 7 altri mss.

 

Mc 9:44 e 46. NA cancella dalla Bibbia due interi versetti, i quali ribadiscono la serietà della perdizione eterna: “...dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne”. Questi vv. sono importanti perché mostrano che cosa Dio intende per perdizione eterna: qualcosa che non avrà mai fine. Se nel passo, di tre analoghe affermazioni, se ne cancellano due, si ottiene un impoverimento della Parola di Dio, secondo la regola dei “due o tre testimoni”. La Riv. li riporta corredandoli della nota che li dichiara dubbi. La N.Riv. li inserisce fra le mezze parentesi quadre.

 

2 Pi 2:17. Il TR dice: “...ai quali è riservata la caligine delle tenebre infernali per sempre”. NA ha cancellato “per sempre”, annullando così un'altra testimonianza biblica sulla perdizione eterna, sulla base del P72, del Sinaitico, del Vaticano e di 3 altri mss.. Riv. e N.Riv. hanno ugualmente cancellato.

 

1 Gv 3:5. TR: “...egli è stato manifestato per togliere via i nostri peccati”. NA ha cancellato “nostri” e ne ha fatto: “per togliere i peccati”, sulla testimonianza di 3 soli onciali (fra i quali il B) e pochi corsivi. Questa variante dà il suo appoggio all'eresia, secondo la quale il Cristo salverebbe tutti i peccatori, e non soltanto quelli che credono in Lui.

 

Eb 1:3. TR: “...dopo aver compiuto egli stesso l'espiazione dei nostri peccati...”. Anche qui NA cancella l'aggettivo “nostri”. Riv. e N.Riv. si sono conformate in ambedue i casi.

 

Cl 3:6. TR: “Per queste cose viene l'ira di Dio sui figli della disubbidienza”. NA ha cancellato “sui figli della disubbidienza”. In tal modo l'attestazione del giudizio sui peccatori resta indeterminato e facilmente equivocabile. La Riv. riporta interamente il versetto (!), mentre la N.Riv. pone le parole in questione fra le mezze parentesi.

 

Ap 21:24. TR: “E le nazioni di quelli che si sono salvati cammineranno alla sua luce...” NA toglie la restrizione (“quelli che si sono salvati”), lasciando intendere che tutti saranno salvati. Riv. e N.Riv. si conformano a NA. Il v. così mutilato si confà all'universalismo ecumenico.

 

Ef 3:14. “Per queste ragioni io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signor nostro Gesù Cristo...”. NA, seguito da Riv. e N.Riv. abbrevia il v. cancellando “del Signor nostro Gesù Cristo”, dandoci così un'affermazione che ogni indù o seguace della New Age potrebbe sottoscrivere. Testimoni: il Sinaitico, il Vaticano e 10 altri mss., contro la stragrande maggioranza degli altri.

 

Ef 4:6. Qui abbiamo in NA una falsificazione peggiore della precedente: “L'unico Dio che è... in voi tutti”, come dice il TR, è diventato in NA “Dio… che è in tutti”. Testimoni, fra gli altri, il P46, il Sinaitico e il Vaticano. Questo pagano-filosofico “in tutti” è stato ripreso dalla Riv. e dalla N.Riv.

 

Ap 22:21. L'ultimo v. del NT e di tutta la Bibbia è nel TR : “La grazia del Signore Gesù Cristo sia con tutti voi. Amen”. NA (seguito da Riv. e N.Riv.) ne fa: “La grazia del Signore Gesù sia con tutti”. Così la dottrina biblica viene annacquata e ridotta ad una “grazia” che abbraccia tutti, proprio come piace ai contemporanei ecumenisti e universalisti.

 

6.     Varianti a favore delle dottrine e della prassi della Chiesa Romana.

 

Mt 1:25. Il TR ha: “...finché‚ ella non ebbe partorito il suo figlio primogenito”. NA cancella “primogenito”, favorendo in tal modo il dogma cattolico della perpetua verginità di Maria. Riv. e N.Riv. ci fanno sapere nella nota a piè di pagina che «alcuni mss. leggono “il suo figlio primogenito”».

 

At 8:37. “Filippo disse: «Se tu credi con tutto il cuore, è possibile». L'eunuco rispose: «Io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio»”. Questa importante testimonianza sul battesimo cristiano manca in molte Bibbie moderne. La Riv. riporta il v. nella nota a piè di pagina; la N.Riv. lo racchiude fra le mezze parentesi per farci sapere che non è originale. L'omissione o la messa in dubbio di queste parole ispirate, le quali sottolineano la necessità della professione di fede da parte del battezzando, va a tutto vantaggio della dottrina sacramentale romana dell'effetto “ex opere operato”, cioè della validità del battesimo indipendentemente dalla fede di chi lo riceve, come nel caso dei bambini.

 

Gv 12:47. TR: “Se uno ode le mie parole e non crede...”. NA: “Se uno ode le mie parole e non le osserva...” (così hanno tradotto Riv. e N.Riv.). In tal modo la salvezza dal giudizio non dipende dal credere ma dall'osservare, dal mettere in pratica le parole, cioè dalle opere, esattamente come insegna la Chiesa Romana. Invece, da tutto il contesto del capitolo a partire dal v.36, si evince che è la fede che salva!

 

Ro 11:6. TR: “E se è per grazia, non è più per opere, altrimenti la grazia non sarebbe più grazia; ma se è per opere, non è più grazia, altrimenti l'opera non sarebbe più opera”. NA (seguito da Riv. e N.Riv.) ha cancellato la seconda parte del v., e con essa la ribadita compromettente condanna della giustizia ottenuta mediante le opere.

 

1 Pi 2:2. Qui è NA che aggiunge! Nel TR è scritto: “Come bambini appena nati desiderate ardentemente il puro latte della parola, affinché‚ per suo mezzo cresciate”. NA vi ha aggiunto “per la salvezza”, falsandone il significato a tutto vantaggio della dottrina cattolica. La salvezza non è l'effetto della crescita, bensì della fede in Gesù Cristo. L'esortazione di Pietro è rivolta ai figli di Dio, che non devono crescere per la salvezza, ma nella fede. NA cita fra gli altri come garante di questo errore, accanto ai soliti Sinaitico e Vaticano, lo gnostico Clemente d'Alessandria. Questa eresia è presente nella Riv., nella N.Riv. e nella Bibbia ecumenica TILC, che traduce: “...per crescere verso la salvezza”.

 

Ap 2:15. TR: “Così hai pure alcuni che ritengono la dottrina dei Nicolaiti, la qual cosa io odio”. NA omette queste ultime gravi parole del Signore, e legge: “...Che professano similmente la dottrina dei Nicolaiti”, punto e basta. Il termine Nicolaiti deriva da Nikolaos (vincitore del popolo) e, secondo molti commentatori, alluderebbe al predominio del clero “illuminato, iniziato” sul popolo dei credenti (laici), cioè agli albori di una gerarchia, che più tardi si sarebbe sviluppata in quelle chiese che presero a chiamarsi cattoliche. La Riv. e la N.Riv. seguono naturalmente NA.

 

7.     Varianti che minano l'affidabilità della S. Scrittura.

 

Mt 1:7-10. NA, nella genealogia del Signore Gesù, altera due nomi, in modo che essi non corrispondano ai nomi dei due personaggi dell'AT, e cioè di Asa ne fa Asaph e di Amon Amos. Grazie a Dio, Giov. Luzzi per la Riv. (seguito dai curatori della N.Riv.) non recepì quest'errore del NA e trascrisse i nomi come nel TR, cioè come essi figurano nell'AT.

 

Mt 27:34. TR: “...gli diedero da bere dell'aceto mescolato con fiele...”. NA cambia l'aceto in vino (vedi Riv. e N.Riv.)! Con questa alterazione si ha una contraddizione con quanto il Signore aveva detto precedentemente in Mt 26:29: “Io vi dico che d'ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna...”, e si contraddice altresì la profezia di Sl 69:21: “Mi hanno invece dato fiele per cibo e per dissetarmi mi hanno dato da bere dell'aceto”. Quale termine è quello esatto, il vino di NA o l'aceto del TR, che concorda con la testimonianza della Scrittura e della grande maggioranza dei mss.?

 

Mc 1:2. TR: “Come sta scritto nei profeti...”. NA: “Come sta scritto nel profeta Isaia...”. Seguono una citazione da Malachia 3:1 e un'altra da Isaia 40:3. L'alterazione arbitraria introdotta dal NA farebbe supporre che Marco non conoscesse la Scrittura introducendo un errore nella Parola ispirata, sulla testimonianza di 4 soli onciali (fra i quali gli immancabili Sinaitico e Vaticano) e 4 corsivi. L'erronea trascrizione del testo di Marco la ritroviamo nella Riv. e nella N.Riv.

 

Mt 26:28. TR: “...questo è il mio sangue del nuovo patto...”.  NA: “...questo è il mio sangue, il sangue del patto...” (così traducono Riv. e N.Riv.). Stando al NA, era Gesù a non sapere che il suo era il nuovo patto, o Matteo non conosceva Gr 31:31?

 

At 7:30. La stragrande maggioranza dei mss. ci testimonia che non fu “un angelo” che apparve a Mosè, bensì “l'angelo del Signore”. Una piccola minoranza di mss. (NA ne cita 7, fra i quali il P74 e i soliti Sinaitico e Vaticano) attesta che si trattò di un qualsiasi angelo creato da Dio (vedi Riv. e N.Riv.).

Quale delle due varianti è quella giusta? Es 3:2 ce lo dice chiaramente: “L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco...”. Al v.4 è detto che si trattava di Dio stesso. Allora l'ebreo Stefano non conosceva le Scritture, tanto da sbagliarsi così grossolanamente? Non è questo un indurre a dubitare dell'ispirazione e della coerenza insita nelle Scritture? La Riv. e la N.Riv. leggono: “Trascorsi quarant'anni, un angelo gli apparve...”.

 

Lc 23:45. NA sostituisce il termine greco indicante un oscuramento miracoloso del sole con un altro termine (eklipontos), indicante un'eclisse solare. Questa falsificazione, che fa di un miracolo divino un fenomeno naturale verificabile, mette in dubbio l'ispirazione e l'inerranza della Scrittura, giacché‚ un'eclisse non può presentarsi in ogni momento. Lo stesso Origene suppose che in questa variante ci fosse una falsificazione degli avversari della S. Scrittura (cfr. Burgon, Revision Revised, pagg. 61-65). Tuttavia gli autorevoli giudici della Scrittura affermano che si tratta del termine originario, sulla testimonianza di P75, Sinaitico, Vaticano e due altri mss. Questa falsificazione però non compare nelle traduzioni, che alla fine si attengono al TR.

 

Mc 15:28. TR: “Così si adempì la Scrittura che dice: Egli è stato annoverato fra i malfattori”. NA ha cancellato completamente questa importante attestazione dell'adempimento di una profezia messianica, sulla testimonianza di 6 onciali contro la stragrande maggioranza degli altri. La Riv., riportando il v. nella nota a piè di pagina, ci fa sapere che «parecchi mss. hanno il v.28», mentre la N.Riv. lo inserisce fra le mezze parentesi quadre.

 

Mt 27:35. NA ha cancellato: “...affinché‚ si adempisse ciò che fu detto dal profeta: Hanno diviso tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno tirato la sorte”. Questo importante riferimento al Sl 22:19 manca del tutto, senza alcuna spiegazione, nelle Riv. e N.Riv. e in tutte le Bibbie della critica testuale.

 

Mc 13:14. TR: “Or quando vedrete l'abominazione della desolazione, predetta dal profeta Daniele...”. Nelle Riv. e N.Riv. manca l'annotazione “predetta dal profeta Daniele”.

 

Ap 8:13. TR: “Udii un angelo che… diceva a gran voce...”. Per NA (e quindi per le nostre Riv. e N.Riv.) l'angelo è diventato “un'aquila che diceva a gran voce...”. Quando Dio si è servito delle aquile per comunicare i suoi messaggi?!

 

8.     Altre dannose manomissioni.

 

I mss. gnostici egiziani presentano una tendenza ascetico-monastica, caratterizzata da una certa durezza e mancanza di misericordia. Pertanto in essi si trovano varianti che limitano l'amore e la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo. La manipolazione più notevole in questo senso è l'episodio di Gesù con l'adultera in Gv 7:53-8:11. Questo passo, che magnifica la misericordia del Signore nostro e la sua grazia nel perdonare i peccati, viene omesso dai mss. gnostici alessandrini (P66, P75, Sinaitico, Vaticano e 15 altri, come pure dagli ascetici Origene e Tertulliano). Si suppone anche che alcuni “padri della Chiesa” classificassero l'episodio come pericoloso per la morale cattolica.

Questo grave intervento nel testo del NT, insieme all'omissione di Mc 16:9-20, si è ripercosso nelle Bibbie moderne: la Riv., con una nota a piè di pagina, fa dubitare della sua autenticità, mentre la N.Riv. inserisce l'episodio fra le mezze parentesi quadre.

 

Un'altra seria manomissione è stata operata a danno delle parole del Signore in Lc 23:34: «Gesù diceva:Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!”». Questa preziosa testimonianza della misericordia del Signore Gesù Cristo, da NA è qualificata come inserimento tardivo nel testo. Questa asserzione “scientificamente sicura” si basa sul P75, sul Sinaitico (dopo la prima revisione, ma in origine vi era contenuto!) sul Vaticano, sul D e 4 altri, contro la stragrande maggioranza degli altri, fra i quali il Sinaitico prima della revisione. La responsabilità dell'omissione è da attribuire presumibilmente all'ostilità di molti eretici nei riguardi del popolo d'Israele (antisemitismo ante litteram!). La preghiera di Gesù riguardava anche i Giudei i quali, secondo questi eretici, erano per sempre rigettati e condannati. Alcune versioni, come per esempio la Riv., non hanno osato tralasciare questo v.; la N.Riv. l'ha messo fra le mezze parentesi.

 

Lc 4:18. I mss. alessandrini hanno cancellato dalla citazione di Isaia 61:1, fatta da Gesù nella sinagoga di Nazaret, le parole “mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto...”. Così un pezzo importante del messaggio evangelico in questo versetto è stato annullato, ed ai commentatori resta il problema di spiegare perché il Signore abbia tralasciato di leggere queste parole dal libro d'Isaia. O Luca dimenticò di riportarle? Ma nella schiacciante maggioranza dei mss., fra i quali il Codice A (V sec.) e Ireneo (II sec.), esse sono riportate. Solo pochi “testimoni” alessandrini le tralasciano (fra gli altri il Sinaitico, il Vaticano, il D, nonché Origene e il suo discepolo Eusebio).

Questa arbitraria cancellatura è seguita da tutte le Bibbie della critica testuale, comprese Riv. e N.Riv.

 

Per quanto riguarda le cancellature arbitrarie, citiamo ancora Lc 8:48, da cui mancano le parole incoraggianti di Gesù: “Fatti animo, figlia, ...” e Lc 9:55-56, vv. che la Riv. omette senza alcuna spiegazione, mentre la N.Riv. li riporta come dubbi fra le mezze parentesi quadre.

 

1 Co 7:3. Questo v. si presenta fortemente impoverito nelle Bibbie moderne, e il lettore se ne potrà rendere conto dal confronto col TR e con alcune Bibbie della Riforma. TR: “Il marito renda alla moglie l'affetto che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie col marito”. Giovanni Diodati aveva tradotto: “Il marito renda alla moglie la dovuta benivoglianza...”. E la New King James Version: “Let the husband render to his wife the affection due her...”. Paolo aveva sicuramente in mente quanto ha scritto agli Efesini: “Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei… Così i mariti devono amare le loro mogli...” (cfr. Ef 5:25-31). Gli asceti sessuofobi alessandrini hanno trasformato l'amore coniugale nell'incombenza di un debito da soddisfare, e le Bibbie moderne così traducono: “Il marito renda alla moglie quel che le è dovuto...” (Riv. e N.Riv.). Purtroppo i revisori della Nuova Diodati, anziché‚ tradurre in italiano moderno la seicentesca “benivoglianza”, non hanno trovato di meglio che aggiornare così il versetto: “Il marito renda alla moglie il dovere coniugale” !!!

 

E' anche interessante prendere un'epistola e contare tutte le cancellature che vi sono state operate. Esempi:

 

2 Corinzi.

4:10

- Cancellato

Signore

 

5:18

“   “

Gesù

 

11:31

“   “

Cristo

 

 

 

 

Galati.

3:1

- Cancellato

per non ubbidire alla verità

 

3:17

“   “

in Cristo

 

4:10

“   “

per mezzo di Cristo

 

5:19

“   “

l'adulterio dalla lista delle opere della carne

 

6:15

“    “

in Cristo Gesù

 

6:17

“   “

del Signore

 

 

 

 

Colossesi.

1:2

- Cancellato

dal Signore Gesù Cristo

 

1:14

“   “

mediante il suo sangue

 

1:28

“   “

Gesù

 

2:11

“   “

dei peccati

 

3:6

“   “

(o messo fra parentesi - N.Riv.) “sui figli ribelli

 

Sono soltanto degli esempi, per mostrare le manomissioni operate nelle nostre Bibbie dal nefasto criticismo testuale, i cui fautori si sono serviti, per il loro metodo “scientifico”, dei manoscritti alessandrini a tendenza gnostica. Il nostro Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, ci dia di saper sempre discernere il bene dal male.

 

* * *

 

N.B. Vogliamo far rilevare una inesattezza per quanto riguarda la traduzione di Ap 20:15 nelle nostre Bibbie.

Diodati aveva tradotto: E se alcuno non fu trovato scritto nel libro della vita …

Luzzi, nella Riveduta, si limitò a mettere “qualcuno” al posto di “alcuno”, e lo stesso pronome si ritrova ora nella Nuova Riveduta e nella Nuova Diodati. Vero è che anche Lutero aveva tradotto allo stesso modo (Und wenn jemand).

Ciò potrebbe lasciar intendere che al giudizio finale la condanna allo stagno di fuoco sarebbe riservata a un ipotetico “qualcuno” ma non a tutti, in contrasto col contesto dell’ultimo paragrafo del cap. 20.

In realtà il testo greco, sia nel MT, sia nel NA, ha: “Kai ei tis”. Ora “ei tis”, in qualità di locuzione, si traduce “chiunque” (Cfr. Carlo Bozzetti. Dizionario base del Nuovo Testamento greco-italiano. Roma 1989, pag. 46).

Infatti la King James ha: “And anyone not found written …” e la TILC: “E chi non fu trovato scritto …”.

Dunque,  la traduzione corretta deve essere questa:

“E chiunque non fu trovato scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.” (n.d.t.)

 

DISTRUZIONE O ROVINA ETERNA?

 

Abbiamo già notato come la Nuova Diodati abbia impoverito 1 Co 7:3, conformandosi alle Bibbie della critica testuale. Vogliamo ora richiamare l’attenzione su un termine, “distruzione”, che compare in tale Bibbia e che si presta ad avallare la dottrina della distruzione dei reprobi, quale è professata dagli Avventisti del 7o giorno e dai T.d.G..

 

2 Te 1:9. Giovanni Diodati aveva tradotto: “I quali porteranno la pena, la perdizione eterna…”. Il termine greco che Diodati ha reso con perdizione è “olethros”, che significa appunto “rovina, disastro” (cfr. Dizionario base del Nuovo Testamento, di Carlo Bozzetti. Libreria Sacre Scritture, Roma, 1989).

La Nuova Diodati: “Questi saranno puniti con la distruzione eterna…”.

 

1 Ti 6:9. Giovanni Diodati: “…concupiscenze insensate e nocive, le quali affondano gli uomini in distruzione e perdizione” (greco: “olethron kai apoleian”).

Nuova Diodati: “…passioni insensate e nocive, che fanno sprofondare gli uomini nella rovina e nella distruzione”.

 

La Riveduta di Luzzi aveva per i due vv. il termine “distruzione”, mentre la Nuova Riveduta, opportunamente, ha usato la parola “rovina” in ambedue i casi. Vero è che la King James usa in ambedue i vv. il termine “destruction”, che però si può tradurre “rovina, perdizione” come ci è confermato dalla stessa Bibbia che traduce 1 Co 5:5 “for the destruction of the flesh”, ove evidentemente si intende la rovina, la perdizione, ma non la distruzione della carne.

 

Ancora un caso:

2 Pi 2:1. Giovanni Diodati: “…traendosi addosso subita perdizione (gr.: takinen apoleian)”.

Riveduta: “…si trarranno addosso  subita perdizione”.

Nuova Riveduta: “…si attireranno addosso una rovina immediata”.

Nuova Diodati: “…si attireranno addosso una fulminea distruzione”.

 

Restando nell’argomento, mettiamo a confronto un v. dell’AT nella traduzione del Diodati e nella revisione della Nuova Diodati:

Pr 13:13. Giovanni Diodati: “Chi sprezza la parola andrà in perdizione; ma chi riverisce il comandamento riceverà retribuzione”.

Nuova Diodati: “Chi disprezza la parola sarà distrutto, ma chi rispetta il comandamento sarà ricompensato”.

 

Questi rilievi valgano come modesto suggerimento per una eventuale rettifica nelle prossime edizioni della Diodati, la Bibbia fedele ai testi originali.

 

 

[17] Satan’ s Evangelistic Strategy for this New Age, pag. 71.

[18] cfr. Hills, Believing Bible Study, pp.78-80.

[19] cfr. Harnack, Dogmengeschichte, UTB 1641, p.215.

[20] New Age Bible Versions, pagg. 337-338

[21] Encyclopedia of Religion and Ethics, pagg. 313-314

[22] The Apocalypse of St. John, pag. 36

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