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L’uomo di Neanderthal

 

Adesso arriviamo ad un’altra scoperta celebre: l’uomo di Neanderthal. Il nome vi è certamente familiare.

 

Nel 1856 fu scoperto un certo numero di scheletri nella valle di Neander, nei pressi di Dusseldorf in Germania. Essi furono ricostruiti da un paleontologo di nome Boule. Le immagini delle ricostruzioni cominciarono allora ad ornare i muri dei musei e i manuali scolastici di tutto il mondo! Forse vi ricorderete di queste raffigurazioni degli uomini di Neanderthal: avevano la schiena ricurva, camminavano sul lato esterno della pianta dei piedi, portando una clava sulle spalle e trascinandosi dietro le loro donne afferrate per i capelli. Perfetti uomini - scimmie!

 

Si seppe in seguito che l’uomo di Neanderthal soffriva di rachitismo e di osteoartrite (ciò che spiega la schiena ricurva), ma si scoprì anche che Boule, avendo a disposizione tutto un assortimento di ossa, le aveva riunite in modo tale da far assumere all’uomo l’aspetto di scimmia. In effetti lo scheletro fu ricostruito in una maniera incredibile: per esempio, l’alluce fu girato e collocato all’esterno del piede a guisa di quello di una scimmia. Questa particolarità si presumeva obbligasse l’uomo di Neanderthal a camminare sul bordo esterno della pianta del piede.

 

Non si può fare a meno di concludere che Boule aveva premeditato di ricostruire gli scheletri in modo da dar loro un’apparenza scimmiesca. Gli scienziati moderni sono giunti alla conclusione che si trattava di un colossale errore. E’ il meno che si possa dire. Ma nel frattempo milioni di persone sono rimaste ingannate.

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