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		<title>La datazione dell'Apocalisse</title>
		<description>Discussione La datazione dell'Apocalisse</description>
		<link>http://www.denoe.ch/it/la-datazione-dellapocalisse</link>
		<lastBuildDate>Sun, 03 May 2026 10:05:53 +0000</lastBuildDate>
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			<title>RE: La datazione dell'Apocalisse</title>
			<link>http://www.denoe.ch/it/la-datazione-dellapocalisse#comment-45</link>
			<description><![CDATA[ Sappiamo che Giovanni era a Patmos ma per il resto non abbiamo nessuna prova certa. Colui che parla dell'imperatore Domiziano afferma nello stesso scritto (Adversus Haereses) che Gesù è morto a 50 anni... Inoltre Gesù non è nato nell'anno 0 perché Erode (colui che cercò di ucciderlo dopo la nascita) era già morto qualche anno prima (4 AC secondo la storia). Vi lascio dunque apportare prove più precise per definire quando il libro dell'Apocalisse é stato scritto...]]></description>
			<dc:creator>garisma1</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 30 Dec 2018 13:43:05 +0000</pubDate>
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			<title>RE: La datazione dell'Apocalisse</title>
			<link>http://www.denoe.ch/it/la-datazione-dellapocalisse#comment-44</link>
			<description><![CDATA[non c'è spazio per un lungo studio, ma a conferma che lApocalisse è stata scritta dopo il 70 basta considerare che Giovanni ha scritto che era a Patmos in esilio. basta sapere quando e da chi fù esiliato. quando fù esiliato? nel 95 dall'imperatore Domiziano. quindi tutte le altre teorie non servono.]]></description>
			<dc:creator>enzo</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 29 Dec 2018 08:57:10 +0000</pubDate>
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			<title>Una Rivelazione, o un mistero ancora da risolvere?</title>
			<link>http://www.denoe.ch/it/la-datazione-dellapocalisse#comment-27</link>
			<description><![CDATA[Quello che sempre abbiamo dato per scontato, perché così ci è stato detto, è che il libro di Rivelazione sia stato scritto dall’apostolo Giovanni nel 96 E.V., o comunque verso la fine del primo secolo. Mi ha sorpreso però scoprire su cosa si basi in realtà questo assunto e quanto potrebbe essere invece verosimile l’ipotesi che il rotolo possa essere stato scritto da Giovanni in una epoca precedente alla distruzione di Gerusalemme del 70 E.V., cosa che cambierebbe sostanzialmente la prospettiva, quasi come passare dal segno + al segno - davanti ad un numero, all’interno di una espressione matematica. Mi rendo conto che potrebbe sembrare una sparata senza senso, ma di seguito cercherò di spiegare perché credo che sia una invece una possibilità da prendere almeno in considerazione. Nella tavola dei libri biblici, all’interno della TNM, la data del 96 E.V., riferita alla stesura di Rivelazione viene seguita dalle lettere “ca” che significa circa. La realtà è che nessuno ha mai potuto stabilire con certezza quando esattamente sia stato scritto il rotolo, ma questo, occorre dirlo, succede con la maggior parte dei libri biblici. La determinazione dell’anno approssimativo di stesura, di solito viene fatta tenendo conto di due categorie di evidenze indirette: esterne ed interne. Prima di considerarle, credo sia opportuno fare comunque una semplice constatazione oggettiva. Gli scritti di Giovanni, sono gli unici all’interno delle Scritture greche ad essere datati dopo la distruzione di Gerusalemme. Se è vero che questo di per sé non costituisce una prova, perché un Giovanni che aspetta di essere quasi centenario per scrivere tutti i suoi libri con i rischi che questo poteva comportare, potrebbe pur sempre essere la famosa eccezione che conferma la regola, si tratta comunque di un fatto curioso e da tenere in considerazione. Entrerò ora in un argomento abbastanza tedioso, mi rendo conto, ma è necessario sviscerarlo per l’importanza che riveste. Questo è quanto riporta Wikipedia circa la datazione di Rivelazione: “Quanto alla data di composizione, si ammette abbastanza comunemente che sarebbe stata composta verso la fine dell'impero di Domiziano, nella prima metà degli anni 90 del I secolo, mentre alcuni propendono per una data di poco posteriore (96 d.C.). Anche i monaci ortodossi di Patmo hanno aderito alla datazione prevalente celebrando ufficialmente il diciannovesimo centenario della redazione dell'opera nel 1995. A favore di questa datazione sono la testimonianza di Ireneo di Lione, che parla della fine del regno di Domiziano (morto nel 96 d.C.) come epoca di composizione dell'opera, e indizi interni all'opera stessa. Altri autori, sia antichi (Clemente di Alessandria, Origene, San Gerolamo) sia moderni (Wetscott, Lightfoot e William Salmon), hanno attribuito l'opera al periodo di Nerone. Il testo stesso (17, 9-11) sembra suggerire un compromesso. Interpretando il "sesto re" come Nerone e l'ottavo come Domiziano, l'esilio di Giovanni a Patmos, durante il quale è ambientata l'Apocalisse, viene a coincidere con le persecuzioni di Nerone (circa 67).” La versione in inglese della stessa enciclopedia online aggiunge che l’autore potrebbe avere scritto Rivelazione sotto il governo di Vespasiano e poi averla aggiornata sotto quello di Domiziano. I due possibili periodi sui quali gli stessi studiosi risultano divisi, sono quindi quello di Nerone, che regnò fino a poco prima del 70 E.V., e quello di Domiziano, che invece governò verso la fine del primo secolo. La logica ci dice che dovette essere in uno di quei due periodi, perché Giovanni era stato esiliato a Patmos per essere un cristiano e tanto Nerone come Domiziano, divennero tristemente noti per le loro campagne di persecuzione contro i cristiani. Stabilire se la Rivelazione venne data a Giovanni prima o dopo della distruzione di Gerusalemme, non è semplicemente un fatto importante per la precisione storica, come cercherò di argomentare in seguito, ma potrebbe anche cambiare notevolmente il nostro modo di vedere e capire il libro stesso di Rivelazione. Seguendo quanto affermato da Wikipedia, possiamo ora considerare le fonti di supporto esterne che sostengono una datazione post 70 E.V., nonostante la stessa enciclopedia ammetta che molti studiosi sostengono invece una stesura anteriore alla distruzione di Gerusalemme. Direi che si possono escludere, come non affidabili, le tradizioni di origine recente, come quella dei monaci di Patmos, visto che il monastero venne fondato nel 1088 E.V., quasi mille anni dopo i fatti in questione, e sarebbe come chiamare a testimoniare in relazione ad un incidente di transito qualcuno che è arrivato sul luogo vari anni dopo l’incidente stesso. La pezza d’appoggio forte, sarebbe dunque la testimonianza di Ireneo di Lione, cristiano nato nel 130 E.V., morto a principio del secondo secolo e ritenuto vescovo di Lione. In realtà, la sua testimonianza consiste in un’unica frase, riportata nella sua opera “Contro le eresie”. Verso la fine del secondo secolo, Ireneo scrisse riguardo al nome dell'Anticristo, la frase che riporto integralmente di seguito: "Se avessimo dovuto proclamare apertamente, nel tempo presente, il nome dell'Anticristo, sarebbe stato detto da lui, che ha visto anche l'Apocalisse. Perché fu visto, non molto tempo fa, ma quasi nella nostra generazione, alla fine del potere di Domiziano". (Adv. Hae . V, 30,3). Le parole chiave sono: “perché fu visto alla fine del potere di Domiziano”. Vi sono due seri problemi con relazione a questa frase. Uno riguarda le possibili diverse interpretazioni, perché nemmeno nel greco originale in cui fu scritta, la frase risulta chiara. Grammaticalmente parlando, l’espressione “fu visto” potrebbe riferirsi a tre diversi soggetti: a lui (sottinteso Giovanni), all’Apocalisse (sottinteso il rotolo o la visione), all’Anticristo (che è il tema oggetto di discussione della frase). In qualsiasi caso, il riferimento non è chiaramente definito e perciò non può essere conclusivo. A complicare ulteriormente il quadro vi è anche il fatto che Nerone era chiamato Domizio per il suo nome originale (Lucio Domizio Enobarbo) aumentando la possibilità di confonderlo con Domiziano. Esiste poi il problema della affidabilità della testimonianza. Ireneo, non solo scrive verso la fine del secondo secolo in piena apostasia, ma riferisce un fatto riportato da altri, non in qualità di testimone diretto. Se poi si dovessero prendere come buone e valide le indicazioni di Ireneo per definire la datazione dell’Apocalisse, allora per logica bisognerebbe anche dare credito ad altri concetti che egli sostiene nello stesso libro "Contro le eresie (libro II, parte III). Secondo quanto Ireneo scrive, per esempio, Gesù sarebbe morto verso l’età di 50 anni e il suo ministero terreno sarebbe durato per ben 15 anni. La fonte non si può ritenere dunque di pieno credito e quindi non possiamo contare solamente su questa testimonianza per datare in modo certo l'Apocalisse all’anno 96 E.V. Questa cosa diventa ancora più evidente, se si tiene conto di altre fonti esterne che sembrano invece contraddire Ireneo. Un altro dei cosiddetti padri della chiesa, Clemente di Alessandria, contemporaneo di Ireneo, scrive infatti che l’opera degli apostoli si concluse sotto il regno di Nerone. (Miscellaneo 7:17) Ancora più rilevante, secondo me, la testimonianza contenuta nel Canone Muratoriano, frammento considerato fondamentale per stabilire la canonicità dei libri biblici e datato 170 E.V., che recita quanto segue: “Benedetto fu l’apostolo Paolo che, seguendo la regola del suo predecessore Giovanni, scrisse a non più di sette congregazioni menzionandole per nome.” (ANF 5:603). Questo commento, indicherebbe dunque che l’apostolo Giovanni scrisse Rivelazione prima che l’apostolo Paolo terminasse di scrivere le sue lettere, quindi prima del 70 E.V. Anche i famosi studiosi biblici di greco Westcott e Hort, insieme a tanti altri, sono concordi nell’attribuire al libro di Rivelazione una data anteriore alla distruzione di Gerusalemme, sotto il governo di Nerone. http://osservatoreteocratico.esy.es/discussion/332/una-rivelazione-o-un-mistero-ancora-da-risolvere#latest]]></description>
			<dc:creator>gamaele</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 18:10:44 +0000</pubDate>
			<guid>http://www.denoe.ch/it/la-datazione-dellapocalisse#comment-27</guid>
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